26.12.2009Ginger è una piccola JRT molto speciale e Mia è sua figlia,una frugoletta dolcissima! Questo Blog è per tutti coloro che amano gli animali e in particolare questa razza magnifica!
Terremoto Domestico
4 mar 2011
3 mar 2011
LE PERRERAS SARDE
Noi, i "cani di Liberi Tutti", non siamo spagnoli, non siamo croati né romeni e non rischiamo la soppressione ma la prospettiva di vita che abbiamo è di invecchiare in un box dimenticati dal mondo intero.Siamo sani, non tutti giovanissimi ma siamo cani che hanno come unica prospettiva una morte lenta, inesorabile in tre metri quadrati.Mi chiedo, e so che molti non saranno d'accordo con me e si offenderanno, ma che senso ha vivere così? Chi ci aiuterà ad avere una vita dignitosa? Sì, è vero tutti gli animali del mondo sono uguali, ma se ci fossero più sindaci o consiglieri comunali che iniziassero a proporre una strategia "comoda ed economica" come quella spagnola, siete sicuri che la legge italiana non cambierà? che qualcuno accorrerà a salvarci? Siamo sicuri di essere così più civili degli altri paesi? Che differenza c'è tra una perrera e un canile dove ci sono 700 o più cani, dove l'USL è collusa e si nascondono i cadaveri? Dove il pasto è costituito dall'immondizia gettata via dalle mense? Ci avete mai visto mangiare bucce di frutta o pasta al sugo stracondita? Siete mai andati a rovistare nelle pattumiere alla ricerca di sacchi di immondizia con scarti "utilizzabili" per la nostra pappa?Questa è la nostra realtà, aprite gli occhi!
2 mar 2011
DERMATITE DA CONTATTO

Concetti generali
1- Cani di qualsiasi età e razza possono manifestare sintomi di dermatite da contatto
2- Esistono due tipi di dermatite da contatto: dermatite allergica da contatto e dermatite da contatto con agente irritante
3- La maggior parte degli animali manifesta una reazione irritativa a seguito del contatto con materiale chimico o solido presente nell'ambiente ( coloranti, detergenti per pavimenti, shampoos, medicazioni topiche, fibre di tappeti, cotone, lana, ecc&....)
4- Una reazione irritante può manifestarsi immediatamente dopo l'esposizione all'agente causale.
5- Una reazione allergica può verificarsi per lo stesso agente responsabile della reazione irritante dopo mesi o addirittura anni dalla esposizione.
I segni clinici della dermatite da contatto
1- I segni clinici si manifestano solo quando si ha un diretto contatto con l'agente causale.Possono essere osservate reazioni di tipo intermittente ( se l'agente causale è per esempio uno shampoo) sia di tipo continuo ( se l'agente causale sono per esempio le fibre di un tappeto).Una volta instauratasi la reazione questa può persistere per un periodo di tempo variabile dal momento del contatto.
2- Animali che manifestano reazioni da contatto da tappeti o detergenti per pavimenti di solito appaiono rossi, irritati con prurito nella parte bassa dell'addome e alle zampe mentre la parte dorsale del corpo appare normale.
3- Se la causa è l'applicazione di una medicazione topica ,la reazione da contatto apparirà solo nella sede dell'applicazione.
La diagnosi della dermatite da contatto
Isolamento ( impedire il contatto ) con successiva riesposizione all'agente causale sospetto risulta essere l'unico metodo soddisfacente per individuare la fonte del problema da contatto. Se si sospettano tappeti o coperture presenti nelle cucce eliminarli temporaneamente osservando giornalmente se si assiste a un miglioramento dei sintomi ( diminuzione del prurito e dell'arrossamento ).Possono passare dai tre ai cinque giorni prima di osservare miglioramenti clinici. Non utilizzare nessun detergente per pavimenti durante queste prove ( lavare solo con acqua )
Qualora risultasse difficile praticare i punti 1-2-3- si consiglia l'ospedalizzazione dell'animale per i giorni necessari al tempo di prova.
Se si sospetta la responsabilità di shampoo o farmaci sospenderne immediatamente l'applicazione e trattare sintomatologicamente l'animale.
La terapia della dermatite da contatto
Impedire il contatto con l'agente causale è la terapia elettiva. Se ciò non è possibile , utilizzare corticosteroidi ( cortisone ) per via orale o per via topica a bassi dosaggi e a giorni alterni.
Tentare di ridurre al minimo il contatto con l'agente causale.
L'iposensibilizzazione ( iniezione di allergeni ) non risulta essere efficace nelle dermatiti da contatto.
LO SBADIGLIO DEL NOSTRO 4 ZAMPE
Tutti sanno che cos’è uno sbadiglio: una definizione può essere “inspirazione lenta e profonda con apertura forzata e involontaria della bocca, delle fauci e della glottide”. Lo sbadiglio viene considerato un atto respiratorio accessorio; può essere determinato da fattori organici (fame, sonno) e psichici (noia, stanchezza, astenia) e si può osservare anche in particolari situazioni di difficoltà digestive. Al risveglio, dopo un sonno profondo, è spesso associato allo stiramento delle braccia e spalle. Nel corso della nostra vita impariamo a sbadigliare molto precocemente (già durante l’undicesima settimana dopo il concepimento), ma solo tra il primo e il secondo anno d vita questo comportamento diventa contagioso. È sufficiente pensare allo sbadiglio, vedere persone che sbadigliano o addirittura solo alcune parti del molto mentre lo fanno, guardare una foto o un disegno raffiguranti uno sbadiglio o leggere la parola o leggere la parola sbadiglio per esserne definitivamente e ineluttabilmente contagiati.
Il significato funzionale dello sbadiglio non è ancora stato spiegato, e la teoria secondo cui esso sarebbe la risposta dell’organismo alla mancanza di ossigeno si è dimostrata falsa. È certo vero comunque che inspirare aprendo la bocca serva a mantenere il cervello sveglio nei momenti in cui la sua attenzione è necessaria, come dopo una levataccia o durante la più noiosa delle conferenze.
La contagiosità invece sembra spiegabile con l’empatia (la capacità di immedesimarsi in chi ci sta intorno). Studi su pazienti schizofrenici hanno dimostrato come tali individui dimostrino resistenza al contagio molto maggiore della norma. Secondo Platek l’empatia è un tratto che la specie umana condivise solo con le scimmie superiori (scimpanzé e orangutan), e aiuta il gruppo a sincronizzarsi e a restare unito. Lo sbadiglio potrebbe essere un segnale tra i tanti, destinato a coordinare i momenti di attività e di riposo.
CANI E PICCOLETTI...
Il cane insieme al neonato
Già a partire dal 4°-5° mese, il bambino s’interessa ai movimenti del cane che gli sta intorno. Evitando di mostrarvi inquieti non provocherete reazioni di diffidenza nel bambino che non manifesterà mai alcuna paura verso il cane, anche se ogni tanto riceve qualche spinta. Quando senza una ragione, (un incidente, una morsicatura, che possono evidentemente traumatizzare per qualche anno) un bambino ha paura, ciò significa quasi sempre che nel suo ambiente familiare c’è qualcuno che è molto più pauroso di lui. Se in casa c’è un neonato è meglio prendere un cucciolo invece di un soggetto adulto, che avrebbe qualche difficoltà ad adattarsi alla nuova famiglia adottiva: un cambiamento di focolare è molto penoso per un cane. Reclamerà per sé tutto il vostro affetto e tutta la vostra attenzione, cosa difficilmente compatibile con la presenza di un neonato. Ma prima di prendere decisioni sarà bene aspettare che vostro figlio dia un po’ meno da fare, verso il 5°-6° mese, quando farà solo quattro pasti al giorno. Altrimenti tra i pasti del cucciolo (che a sua volta deve essere nutrito quattro o cinque volte al giorno), quelli del lattante e quelli del resto della famiglia, la padrona di casa non saprebbe dove sbattere la testa e starebbe sempre incollata ai fornelli. Fin dall’inizio resterete sorpresi dall’intesa e dalla complicità che si stabiliranno tra il bimbo e il suo nuovo amico, e vi stupirete che quest’ultimo (maldestro e sgarbato con voi), sia tanto cauto quando si tratta di giocare con vostro figlio. Avere un compagno della stessa età è senz’altro un vantaggio per il cucciolo: il bambino non è abbastanza forte per prenderlo in braccio, e lui può sottrarsi agli scherzi che possono invece inventare i ragazzi più grandi. Ma non fatevi illusioni: dovrete sorvegliarli continuamente, in particolare se sono entrambi liberi nella stessa stanza; per maggiore tranquillità si può mettere il bambino nel recinto, ma le mamme sanno che non bisogna lasciarlo troppo a lungo. Cercate di tenere il cane sempre molto pulito, soprattutto quando rientra dalle passeggiate. Se è particolarmente affettuoso, è più prudente pulirgli la gola con un guanto di spugna inumidito. Spazzolatelo il più spesso possibile per evitare che perda il pelo. A parte queste precauzioni, se l’animale è sano non vi sono motivi per isolare i due compagni. Sarebbe un peccato: il bambino imparerà molto più in fretta a muoversi, a furia di cercare di afferrare l’amico che gli gira intorno continuamente. La sorveglianza deve essere stretta specialmente durante gli spuntini; se avete l’impressione che vostro figlio mangi i biscotti molto in fretta, significa che qualcuno gli dà una mano… Quando il bimbo imparerà a camminare il cucciolo, già più calmo, diventerà un “rimorchiatore” pazientissimo. Purtroppo quest’amicizia finirà, e molto presto: un cane vive in media poco più di dieci anni. Bisogna pensare all’immenso dolore che questa morte causerà a un ragazzo sui dodici anni, un’età in cui si è particolarmente sensibili ed emotivi. Se il cane è molto malato, accorciategli le sofferenze e portatelo dal veterinario: eviterete così che la morte sopraggiunga bruscamente sotto gli occhi del ragazzo. Appena possibile, regalategli un altro cucciolo.
cani vegetariani....
I cani possono essere vegetariani? A giudicare dal fatto che in Inghilterra sono più di 50.000 i migliori amici dell'uomo nutriti col prodotto "Happidog Supermeal", interamente composto di ingredienti vegetali, sembrerebbe proprio di sì. Fra i cani che non mangiano carne vi sono quelli di alcuni personaggi famosi, vegetariani a loro volta. Paul McCartney e la moglie Linda, purtroppo scomparsa qualche anno fa, per esempio, animalisti ed ecologisti convinti. E il cantante Howard Jones, che dichiara: "Prima di iniziare un'alimentazione non-carnea per il mio cane Benny ne ho parlato col mio veterinario, e insieme abbiamo elaborato il menù per i suoi pasti. Benny aveva già 7 anni quando l'ho convertito al nuovo regime, e adesso sta benissimo di salute".
Un'altra vegetariana è Carla Lane, scrittrice di testi teatrali per la TV inglese. Racconta: "Ho sempre avuto cani lupo vegetariani. Egor, il mio precedente pastore tedesco, è vissuto di una dieta vegetariana dall'età di 5 anni in poi. Il veterinario l'aveva consigliata in seguito a un'emorragia e disturbi di stomaco di cui Egor aveva sofferto. Visse a lungo e fu sano sino alla fine. La vista e i denti erano perfetti. Per due anni ebbe un battito cardiaco accelerato, il che rende ancora più eccezionale il fatto che sia vissuto fino a così tarda età. Era felice di essere vegetariano, e non ha mai dimostrato alcun interesse per gli ossi". Non tutti, però, sono d'accordo. Desmond Morris, il noto studioso di comportamento animale, è contrario: "Non soltanto è sbagliato, ma è anche crudele e stupido. I cani sono naturalmente carnivori, per cui negar loro la carne per sostituirla con dei vegetali equivale a privarli di una parte vitale della loro dieta". La sua è un'opinione condivisa da molti. Eppure, basare un'argomentazione unicamente sul concetto di "carnivoro", nel duplice senso di appartenente a quest'ordine dei mammiferi e di soggetto a regime carneo, non serve perché esso, preso come una barriera assoluta oltre la quale non si può andare, non significa granché. L'Enciclopedia Britannica, ad esempio, spiega: "Anche se il nome "carnivori" vuol dire mangiatori di carne, l'alimentazione di questi animali va da una esclusivamente carnivora a una quasi totalmente vegetariana. Alcuni ursidi, procionidi e canidi dipendono parecchio dalla vegetazione, e il panda gigante vive quasi interamente di germogli di bambù". Per gli sciacalli, parenti stretti dei nostri Fido, i frutti formano una parte importante della dieta; coyote, lupi e volpi consumano grandi quantità di frutti e bacche anche in periodi dell'anno in cui non è difficile trovare da mangiare, il che indica una genuina predilezione per questi cibi. L'idea che i cani domestici siano in perfetta salute con una dieta vegetariana è, comunque, ormai la più comunemente accettata dai veterinari e gli esperti di animali da compagnia in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Una delle maggiori organizzazioni zoofile del mondo, l'inglese Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA), è pienamente favorevole. David Wilkins, il capo servizio veterinario dell'RSPCA, consiglia: "L'unica cosa è tenere presente il corretto equilibrio di proteine, vitamine e sali minerali. Se ci si propone di modificare l'alimentazione del proprio cane da una a base di carne e biscotti a una vegetariana, è meglio consultare prima un veterinario e introdurre il mutamento gradualmente. Ma questo vale per qualsiasi cambiamento dietetico". Neil Wolff, veterinario americano e direttore dell'Association of Veterinarians for Animal Rights, afferma: "I cani e gatti a dieta vegetariana spesso stanno meglio dal punto di vista della condizione del pelo, reni, fegato e cuore".La Vegetarian Society britannica ha ricevuto così tante richieste di consigli su dei menù per i cani, che ha prodotto un opuscolo-guida sull'argomento. Una giornata tipica dovrebbe essere divisa in due pasti: colazione (la mattina o a mezzogiorno) e cena (il pomeriggio o la sera). A colazione si deve dare al proprio cane cereali integrali (per esempio il muesli) con latte, aggiungendo, se necessario e secondo le preferenze, miele o lievito di birra in polvere. A cena, legumi come fagioli o lenticchie cotti, oppure soia disidratata, o noci tritate, o ancora, per i latto-vegetariani che ne fanno uso, uova o formaggio, il tutto insieme a verdure cotte o crude. L'opuscolo ricorda che i cani hanno bisogno di cibi duri per esercitare le gengive e le mandibole: adatti allo scopo sono carote, cavoli e mele crudi e biscotti integrali per cani. Avverte il dottor Alan Long, esperto in nutrizione della Vegetarian Society: "Si deve conoscere il proprio cane e che cosa gli piace, e seguire i suoi gusti. Un cane non ha uno stomaco grande abbastanza per troppi alimenti fibrosi, perciò si deve star attenti che non ingrassi. È facile iniziare un cucciolo a un regime vegetariano. A otto settimane si comincia con alimenti liquidi per neonati, fiocchi d'avena e di frumento e farinate. In seguito si può introdurre uova, latte e formaggio". Ci sono dei casi in cui una dieta vegetariana è raccomandata dagli stessi veterinari. Allergie cutanee e problemi digestivi sono spesso provocati dalla carne. Gli ingredienti usati nella produzione di alcuni cibi per cani sono sottoprodotti della macellazione inadatti al consumo umano, come parti malate o danneggiate dell'animale macellato, penne di pollo, pelo di cavallo e altri scarti. Ricerche recenti hanno mostrato che il consumo di grandi quantità di queste impurità contri-buisce alle malattie gastro-intestinali ed allergiche. Certi disordini cutanei, come prurito e perdita del pelo, sono stati effettivamente curati semplicemente migliorando l'alimentazione dell'animale. Il prodotto americano "Nature's Recipe", ad esempio, è stato formulato proprio per i cani con disturbi della pelle. Contiene farina di soia, farina di riso, patate, carote, sale, spezie, con l'aggiunta di una serie di vitamine e minerali. Come con la dieta carnea, così con quella vegetariana il ricorso a prodotti già confezionati implica la sicurezza che l'alimento è completo e contiene tutti i princìpi nutritivi necessari all'animale. In Inghilterra ci sono due prodotti che, come "Nature's Recipe" in America, sono vegani, cioè esclusivamente composti da ingredienti vegetali. La loro popolarità è tale che è possibile trovarli persino al supermercato. Uno è "Wafcol Vegetarian". L'altro è "Happidog Supermeal", in commercio ormai da 15 anni. Attualmente circa 500 veterinari lo adoperano e lo consigliano per una varietà di problemi collegati alla dieta: diarrea, allergie, disturbi cutanei e cattiva condizione del pelo, obesità, disordini del pancreas, iperattività e deficienze nutritive. Fra gli oltre 50.000 cani che lo consumano giornalmente vi sono animali da esposizione e da lavoro.

