Ho preso queste informazioni da giornale che ho trovato dal mio veterinario... Spero vi possano essere utili!
CUCCIOLO: La più grande sorpresa di un cucciolo si verifica nel momento in cui entra per la prima volta nella vostra casa. Lasciare la madre e i fratelli, che fino ad allora costituivano il suo mondo,è motivo di disagio, e questo passaggio richiede tempo e pazienza per farlo ambientare.Le sue esigenze sono limitate allo svago e al gioco, al riposo e al dormire. I bambini non devono considerarlo un giocattolo animato e devono lasciarlo riposare quando è necessario. Un cucciolo ha uno stomaco molto piccolo e ha bisogno di pasti piccoli e frequenti.Crescendo la frequenza diminuirà,mentre aumenterà la quantità: a otto settimane avrà bisogno di 4 o 5 pasti quotidiani, a quattro mesi di 3, ridotti a 2 a sei mesi circa. E' bene sottolineare che ogni individuo ha delle esigenze legate al fabbisogno alimentare e che questo è dipendente dalla razza e dall'ambiente.Da alcuni decenni è reperibile un'alimentazione industriale, sia secca che umida molto pratica da somministrare, che garantisce una corretta e soddisfacente interazione di tutti i principi nutritivi.Ad ogni modo una dieta fresca naturale sarà sempre assai gradita. Nelle fattispecie, a partire dallo svezzamento dei 30 giorni, i cucciolo può già mangiare carne di manzo cruda tritata. Il latte, fino ai 6 mesi, è un ottimo alimento, determinando la diarrea solo in quei soggetti non più abituati a digerirlo.Le frequentazioni di ambieti a rischio e di altri cani,durante il periodo delle vaccinazioni, vanno attentamente valutate per prevenire rischi inutili alla sua salute, fermo restando di fondamentale importanza per la corretta formazione del carattere dell'individuo.Un cucciolo non può imparare moltissimo all'inizio: la sua memoria è labile, e sia le lodi che le punizioni andranno formulate con oculatezza, senza mai picchiarlo.bensì rimproverandolo e premiando il buon comportamento.Dai 6 mesi il cucciolo è pronto per la scuola di obbedienza.I cuccioli vanno lavati solo quando strettamente necessario.la profilassi vaccinale va pianificata con molta cura per adattarla all'individuo e alle sue esigenze.
ADULTO:Il cucciolo è cresciuto. Adesso, maschio o femmina che sia, si comporterà per molti anni come amico e guardiano, con piena soddisfazione del proprietario.Ma richiede sempre cure e d affetto: ha bisogno di fare movimento e sviluppare una ginnastica mentale basata su stimoli precisi, quindi necessita di una corretta alimentazione e di una specifica cura del mantello. Si deve sempre controllare il peso, anche ogni 3 mesi, in modo da prevenire in tempo l'obesità e correggerla aumentando il movimento e riducendo il cibo. Come per il cucciolo, oltre all'alimentazione artificiale, completa nella sua formulazione, si può somministrare una dieta fresca purche preveda una discreta percentuale proteica, dato che il cane è un carnivoro stretto usando carne cruda di manzo o cavallo,oppure lessando della carne bianca, integrata da fibre e vitamine,mentre e i carboidrati vanno limitati e devono essere rappresentati preferibilmente dal riso.A differenza dell'uomo, dove il consumo di carne cruda bovina e suina è pericoloso, per il cane la carne cruda, fatta eccezione per le interiora della pecora e i visceri del pollo,non è veicolo d'infestione da parassiti, come erroneamente si crede, rappresentando piuttosto la miglior forma di somministrazione delle proteine. Il pelo lungo va spazzolato con pettini e spazzole d'acciaio:bisogna abituarli sin da cuccioli alla confidenza con la toelettatura,in modo da sottoporli a trattamenti prolungati da adulti.Ogni 15 giorni, un pezzetto di lievito di birrà renderà il pelo più lucido;mentre 1 cucchiaio di olio di semi 3 volte alla settimana nel pasto fornirà un'integrazione di omega 3 e 6. Può sembrare un'enormità, ma nel possibile i cani non andrebbero lavati: spesso un'energetica spazzolata risolve casi di notevole sporcizia. Se proprio lo si deve lavare, meglio usare il sapone di marsiglia, che non secca né altera gli equilibri della pelle; usare sempre acqua tiepida e asciugare bene il cane. La toelettatura comprende anche la cura degli occhi, delle unghie, delle orecchie e dei denti. Le orecchie vanno controllate ogni settimana, rimuovendo la sporcizia con i detergenti auricolari, mentre le unghie possono crescere oltremisura se scarsamente consumate, soprattutto quelle del primo dito, necessitando di un taglio deciso con la tronchese, facendo attenzione al vaso rosa interno. La bocca va ispezionata periodicamente, prevenendo la formazione del al tartaro grazie al lavaggio dei denti ovvero con una dieta/barretta specifica.UN osso di ginocchio,unica forma d'osso somministrabile ad un cane,qualora masticato da quest'ultimo fornirò una pulizia orale perfetta.Le vaccinazioni sono importanti:sarà il veterinario a scegliere il giusto protocollo in funzione dello stile di vita del cane.
ADULTO: Purtroppo anche per il nostro amico il tempo passa inesorabilmente, ma la vostra attenzione può essere fondamentale per la prevenzione e la cura di alcune patologie legate all'età.Bisogna prestare particolare riguardo: agli occhi, che oltre a velarsi di bianco per la cataratta potrebbero andare incontro a cheratocongiuntiviti secche; poi alla tosse, specie a quella secca e stizzosa;alla sete eccessiva,accompagnata da un urinazione frequente, alle mammelle delle femmine,per svelare eventuali tumori ai primi stadi; e al cambio del mantello. Molte malattie possono essere curate se prese in tempo e un ritardo dovuto alla paura di ciò che il veterinario potrebbe dire o fare, potrebbe essere dannoso.Le visite di controllo quindi,in questa età, sono ancora più importanti che nei giovani e negli adulti:un piccolo prelievo di sangue può far svelare in anticipo patologie subdole in atto,quale il diabete e l'insufficienza renale. L'alimentazione cambia in base al fabbisogno e una cane anziano riduce sensibilmente le sue esigente energetiche:i carboidrati,nel particolare,vanno drasticamente ridotti o eliminati del tutto.Deve continuare a fare movimento, ma con moderazione e senza affaticarsi,evitando le passeggiate nelle giornate molto calde o quando il freddo è intenso, e aiutandolo se trova difficoltà a scendere e salire le scale.Le vaccinazioni nella tarda età del cane vanno concordate col veterinario per determinare la loro reale necessità.
Ginger è una piccola JRT molto speciale e Mia è sua figlia,una frugoletta dolcissima! Questo Blog è per tutti coloro che amano gli animali e in particolare questa razza magnifica!
Terremoto Domestico
Sorelle mie per sempre...TERREMOTI DOMESTICI
4 apr 2011
3 apr 2011
Filaria e Leishmania (due brutte belve).
Il periodo estivo e il conseguente comparire delle zanzare è particolarmente pericoloso per i nostri amici cani. Le zanzare femmine infatti hanno la necessità per la crescita delle uova di nutrirsi di sangue ed è per questo motivo che attaccano i mammiferi, uomini e animali. Il problema è che in questo processo esse si fanno portatrici di parassiti estremamente pericolosi, fino a essere mortali, soprattutto nei riguardi dei cani, si tratta in particolare della filaria e della leishmania. La lotta a entrambe questi parassiti è fondamentalmente di carattere preventivo. Una volta che il cane risulta infetto la gravità della malattia e le difficoltà della cura possono portare in molti casi anche alla soppressione dell'animale.
LA FILARIA
La filaria più pericolosa per la salute del cane è la Dirofilaria immitis che provoca nel cane una filariasi cardiopolmonare. Quando la zanzara infetta punge il cane per nutrirsi del suo sangue gli trasmette le larve dei parassiti che si vanno a localizzare nel cuore e nell'arteria polmonare dell'animale, dove nel giro di qualche mese raggiungono la loro maturità sessuale.
Il cane colpito da filariasi manifesterà nella fase iniziale e meno grave, tosse, scarsa resistenza allo sforzo e respirazione difficoltosa, fino ad arrivare, nella fase più grave, all'insufficienza cardiaca. Se si arriva a questo punto, dopo l'accertamento della malattia che il veterinario può eseguire con precisione in pochi minuti con un semplice esame del sangue, si va incontro ad una terapia molto costosa e molto pericolosa che spesso si risolve con la soppressione del cane.
Tuttavia c'è da dire che la lotta preventiva alla filaria, unico modo certo per proteggere il nostro cane, è molto semplice e poco impegnativa. E' sufficiente infatti somministrare al cane, una volta al mese uno specifico farmaco a base di ivermectina (per esempio il Cardotek), generalmente in pastiglie, nel dosaggio suggerito dal veterinario sulla base del peso del cane. Prima di iniziare questo trattamento, che può essere protratto per tutta l'estate o per tutto l'anno, a seconda della zona in cui abita il cane, è assolutamente necessario che il veterinario esegua un esame del sangue in modo da stabilire che il cane non sia già infetto dalla filaria. Se lo fosse la terapia sarà completamente diversa e il farmaco che abbiamo citato sarebbe addirittura dannoso per la salute del cane.
LA LEISHMANIA
Assai più pericolosa della filariasi e la leishmaniosi, anche perché al momento non esistono vaccini o validi protocolli terapeutici che garantiscano un'azione leishmanicida. Ci sono stati e tutt'ora sono in corso studi orientati alla soluzione del problema, tuttavia attualmente i trattamenti contro la leishmaniosi conclamata sono spesso lunghi, costosi e purtroppo in troppi casi inefficaci. L'unico vero strumento per combattere questo tremendo parassita è ancora una volta la prevenzione.
Il portatore della leishmania non è esattamente la zanzara bensì il Phlebotomus papatasii, detto comunemente "pappatacio". Appartiene allo stesso ordine delle zanzare, cioè quello dei ditteri, ma differisce da lei per dimensioni, il pappatacio è molto più piccolo e per colore, verde. Contrariamente alle zanzare il pappatacio ha un volo molto silenzioso. E' particolarmente diffuso nell'Italia centro-meridionale.
La trasmissione della leishmania è simile a quella della filaria: il pappatacio infetto punge l'animale per la sua necessità di alimentarsi con il sangue e in questo modo trasmette il parassita. I sintomi principali di questa malattia sono caratterizzati da manifestazioni a carico della cute (lesioni crostose, pelo opaco, perdita del pelo, presenza di forfora sul mantello). Ma si manifestano anche sintomi di ordine generale: il cane perde di peso anche se continua a mangiare, si stanca facilmente , possono verificarsi episodi di vomito, epistassi (perdita di sangue dal naso), febbre, aumento di volume dei linfonodi e della milza, problemi oculari, poliartrite (l'animale sente dolore alle zampe). Nel caso in cui anche i reni dovessero essere colpiti, il cane manifesterà un aumento della sete con conseguente aumento della produzione di urina. Bisogna però tenere conto che a complicare la diagnosi esistono anche casi in cui, dopo il periodo di incubazione, l'infezione può fare il suo decorso anche in forma asintomatica, cioè senza alcuna manifestazione apparente. Il periodo di incubazione può variare da un minimo di un mese fino ad un massimo di quattro anni.
In caso di infezione la rarefazione del pelo si manifesta soprattutto la testa del cane, in particolare i padiglioni auricolari, le zone intorno agli occhi, il dorso del naso, il collo. Ma non solo spesso si può notare anche in prossimità dei gomiti e dei garretti, sulla base e sulla punta della coda e in generale sugli arti. Col passare del tempo le zone colpite divengono più estese e, dalla semplice rarefazione, si può passare all'alopecia (o all'ipotricosi) più o meno diffusa.
La leishmaniosi colpisce soprattutto i cani adulti (da 1 a 11 anni con una frequenza particolare tra i 3 e i 7 anni) e che vivono in ambiente extradomestico (il 72,4% dei cani colpiti vive prevalentemente all'aperto). Sono piuttosto modeste le infezioni dei cani di piccola taglia e di quelli anziani.
Come abbiamo detto il modo migliore per affrontare la leishmania è la prevenzione. Considerando l'urgenza dell'intervento in caso di infezione è consigliabile, soprattutto se si abita nelle regioni centro-meridionali dove più è diffuso il problema, due controlli veterinari annuali (tendenzialmente in maggio e in novembre). E' inoltre opportuno tenere pulita la cuccia e trattarla periodicamente con prodotti insetticidi specifici e anallergici. Inoltre esistono prodotti in commercio (gocce, collari, ecc.) molto efficaci per tenere lontani i pappataci dal cane. Tali prodotti sono assolutamente obbligatori quando si abita o ci si reca per vacanza in zone a rischio.
LA FILARIA
La filaria più pericolosa per la salute del cane è la Dirofilaria immitis che provoca nel cane una filariasi cardiopolmonare. Quando la zanzara infetta punge il cane per nutrirsi del suo sangue gli trasmette le larve dei parassiti che si vanno a localizzare nel cuore e nell'arteria polmonare dell'animale, dove nel giro di qualche mese raggiungono la loro maturità sessuale.
Il cane colpito da filariasi manifesterà nella fase iniziale e meno grave, tosse, scarsa resistenza allo sforzo e respirazione difficoltosa, fino ad arrivare, nella fase più grave, all'insufficienza cardiaca. Se si arriva a questo punto, dopo l'accertamento della malattia che il veterinario può eseguire con precisione in pochi minuti con un semplice esame del sangue, si va incontro ad una terapia molto costosa e molto pericolosa che spesso si risolve con la soppressione del cane.
Tuttavia c'è da dire che la lotta preventiva alla filaria, unico modo certo per proteggere il nostro cane, è molto semplice e poco impegnativa. E' sufficiente infatti somministrare al cane, una volta al mese uno specifico farmaco a base di ivermectina (per esempio il Cardotek), generalmente in pastiglie, nel dosaggio suggerito dal veterinario sulla base del peso del cane. Prima di iniziare questo trattamento, che può essere protratto per tutta l'estate o per tutto l'anno, a seconda della zona in cui abita il cane, è assolutamente necessario che il veterinario esegua un esame del sangue in modo da stabilire che il cane non sia già infetto dalla filaria. Se lo fosse la terapia sarà completamente diversa e il farmaco che abbiamo citato sarebbe addirittura dannoso per la salute del cane.
LA LEISHMANIA
Assai più pericolosa della filariasi e la leishmaniosi, anche perché al momento non esistono vaccini o validi protocolli terapeutici che garantiscano un'azione leishmanicida. Ci sono stati e tutt'ora sono in corso studi orientati alla soluzione del problema, tuttavia attualmente i trattamenti contro la leishmaniosi conclamata sono spesso lunghi, costosi e purtroppo in troppi casi inefficaci. L'unico vero strumento per combattere questo tremendo parassita è ancora una volta la prevenzione.
Il portatore della leishmania non è esattamente la zanzara bensì il Phlebotomus papatasii, detto comunemente "pappatacio". Appartiene allo stesso ordine delle zanzare, cioè quello dei ditteri, ma differisce da lei per dimensioni, il pappatacio è molto più piccolo e per colore, verde. Contrariamente alle zanzare il pappatacio ha un volo molto silenzioso. E' particolarmente diffuso nell'Italia centro-meridionale.
La trasmissione della leishmania è simile a quella della filaria: il pappatacio infetto punge l'animale per la sua necessità di alimentarsi con il sangue e in questo modo trasmette il parassita. I sintomi principali di questa malattia sono caratterizzati da manifestazioni a carico della cute (lesioni crostose, pelo opaco, perdita del pelo, presenza di forfora sul mantello). Ma si manifestano anche sintomi di ordine generale: il cane perde di peso anche se continua a mangiare, si stanca facilmente , possono verificarsi episodi di vomito, epistassi (perdita di sangue dal naso), febbre, aumento di volume dei linfonodi e della milza, problemi oculari, poliartrite (l'animale sente dolore alle zampe). Nel caso in cui anche i reni dovessero essere colpiti, il cane manifesterà un aumento della sete con conseguente aumento della produzione di urina. Bisogna però tenere conto che a complicare la diagnosi esistono anche casi in cui, dopo il periodo di incubazione, l'infezione può fare il suo decorso anche in forma asintomatica, cioè senza alcuna manifestazione apparente. Il periodo di incubazione può variare da un minimo di un mese fino ad un massimo di quattro anni.
In caso di infezione la rarefazione del pelo si manifesta soprattutto la testa del cane, in particolare i padiglioni auricolari, le zone intorno agli occhi, il dorso del naso, il collo. Ma non solo spesso si può notare anche in prossimità dei gomiti e dei garretti, sulla base e sulla punta della coda e in generale sugli arti. Col passare del tempo le zone colpite divengono più estese e, dalla semplice rarefazione, si può passare all'alopecia (o all'ipotricosi) più o meno diffusa.
La leishmaniosi colpisce soprattutto i cani adulti (da 1 a 11 anni con una frequenza particolare tra i 3 e i 7 anni) e che vivono in ambiente extradomestico (il 72,4% dei cani colpiti vive prevalentemente all'aperto). Sono piuttosto modeste le infezioni dei cani di piccola taglia e di quelli anziani.
Come abbiamo detto il modo migliore per affrontare la leishmania è la prevenzione. Considerando l'urgenza dell'intervento in caso di infezione è consigliabile, soprattutto se si abita nelle regioni centro-meridionali dove più è diffuso il problema, due controlli veterinari annuali (tendenzialmente in maggio e in novembre). E' inoltre opportuno tenere pulita la cuccia e trattarla periodicamente con prodotti insetticidi specifici e anallergici. Inoltre esistono prodotti in commercio (gocce, collari, ecc.) molto efficaci per tenere lontani i pappataci dal cane. Tali prodotti sono assolutamente obbligatori quando si abita o ci si reca per vacanza in zone a rischio.
RISCHIO PROCESSONARIE....



La processionaria, oltre a desfogliare piante intere, può costituire un pericolo maggiore per l'uomo e gli altri animali.
I peli urticanti dell'insetto allo stato larvale sono velenosi, e in alcuni casi, fortunatemente limitati, possono provocare una grave reazione allergica.
Sono di seguito trattati i principali effetti che possono seguire lo spiacevole incontro con una processionaria.
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.
Effetti sull'uomo
I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l'azione del vento. Data la particolare struttura (terminano infatti con minuscoli ganci), questi peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza).
A seconda della zona del corpo interessata, diversi sono i sintomi:
In caso di contatto con la pelle
Apparizione in seguito al contatto di una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea ha luogo sì sulle parti della pelle non coperte, ma anche sul resto del corpo: il sudore, lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli.
In caso di contatto con gli occhi
Rapido sviluppo di congiuntivite (con rossore e dolore agli occhi). Se un pelo urticante arriva in profondità del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a cecità.
In caso di inalazione
I peli urticanti irritano le vie respiratorie. Tale irritazione si manifesta con starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, difficoltà respiratoria provocata da un broncospasmo (restringimento delle vie respiratorie come si verifica per l'asma).
In caso di ingestione
Infiammazione delle mucose della bocca e dell'intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.
Cure: come comportarsi
Chi dovesse presentare, oltre a sintomi localizzati, problemi generalizzati, quali per esempio malessere o vomito, dovrà essere portato in un ospedale.
In caso di dermatite
Lavare ogni vestito, maneggiandolo con i guanti, e scegliere la temperatura più alta possibile per il lavaggio. Lavare la pelle abbondantemente con acqua e sapone. Eventualmente è possibile far uso di strisce adesive per staccare i peli urticanti dalla pelle, come per una ceretta. Spazzolare energicamente i capelli se necessario. Consultare un medico in caso di eruzione cutanea grave.
In caso di congiuntivite
Gli occhi devono essere risciacquati abbondantemente per eliminare eventuali peli urticanti. Effettuare da un oculista un esame per vericare che non permangano residui di peli urticanti. I peli profondamente integrati nel tessuto oculare dovranno essere rimossi chirurgicamente.
In caso di dispnea
La valutazione dei sintomi respiratori va effettuata da un medico. Questo dispone un trattamento appropriato ai sintomi. Il trattamento può includere antistaminici, corticosteroidi e aerosol.
Effetti sugli animali
La processionaria risulta molto pericolosa in particolare nei confronti di cavalli e cani, i quali, brucando l'erba o annusando il terreno, possono inavvertitamente ingerire i peli urticanti che ricoprono il corpo dell'insetto.
I sintomi che un cane presenta in questa spiacevole evenienza sono spesso gravi.
Il primo sintomo è l’improvvisa e intensa salivazione, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca ed in forma meno grave dell’esofago e dello stomaco.
In questi casi il padrone intuisce la gravità di quanto è successo, perché vede che il fenomeno non accenna per niente a diminuire, anzi con il passare dei minuti, soprattutto la lingua, a seguito dell’infiammazione acuta, subisce un ingrossamento patologico a volte raggiungendo dimensioni spaventose, tali da soffocare l'animale.
I peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua.
Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacità del soggetto, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica.
Come curare un cane
La prima cura da apportare ad uno sfortunato cane colpito da processionaria consiste nell'allontanare la sostanza irritante dal cavo orale: per questo fine bisogna effettuare un abbondante lavaggio della bocca con una soluzione di acqua e bicarbonato.
Questa manovra non è sempre agevole, sia dal momento che il cane sta soffrendo e sia perché può essere per sua natura aggressivo; è dunque consigliabile fare uso di una siringa senz’ago con la quale poter spruzzare ripetute volte la soluzione di lavaggio in bocca.
Dopo questo primo intervento bisognerà fare d’urgenza altre cure appropriate a seconda della gravità del caso, che soltanto il veterinario potrà eseguire.
Rielaborato da “Il Cane da Pastore tedesco”
DIFFERENZA...
Dopo una giornata di pioggia... faccio la nanna nel letto di tata!
Un giorno in pineta...
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